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pourquoi il y a deux choses plutôt que rien?

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domenica, 11 maggio 2008

Conversazione con una pietra

di Wislawa Szymboska

petra_
Busso alla porta della pietra
- Sono io, fammi entrare.
Voglio venirti dentro,
dare un'occhiata,
respirarti come l'aria.

- Vattene - dice la pietra.
- Sono ermeticamente chiusa.
Anche fatte a pezzi
saremo chiuse ermeticamente.
Anche ridotte in polvere
non faremo entrare nessuno.

Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
Vengo per pura curiosità.
La vita è la sua unica occasione.
Vorrei girare per il tuo palazzo,
e visitare poi anche la foglia e la goccia d'acqua.
Ho poco tempo per farlo.
La mia mortalità dovrebbe commuoverti.

- Sono di pietra - dice la pietra
- E devo restare seria per forza.
Vattene via.
Non ho i muscoli per ridere.

Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
Dicono che in te ci sono grandi sale vuote,
mai viste, belle invano,
sorde, senza l'eco di alcun passo.
Ammetti che tu stessa ne sai poco.

- Sale grandi e vuote - dice la pietra
- Ma in esse non c'è spazio.
Belle, può darsi, ma al di là del gusto
dei tuoi poveri sensi.
Puoi conoscermi, però mai fino in fondo.
Con tutta la superficie mi rivolgo a te,
ma tutto il mio interno è girato altrove.

Busso alla porta della pietra
- Sono io, fammi entrare.
Non cerco in te un rifugio per l'eternità.
Non sono infelice.
Non sono senza casa.

Il mio mondo è degno di ritorno.
Entrerò e uscirò a mani vuote.
E come prova d'esserci davvero stata
porterò solo parole,
a cui nessuno presterà fede.

- Non entrerai - dice la pietra.-
Ti manca il senso del partecipare.
Nessun senso ti sostituirà quello del partecipare.
Anche una vista affilata fino all'onniveggenza
a nulla ti servirà senza il senso del partecipare.
Non entrerai, non hai che un senso di quel senso,
appena un germe, solo una parvenza.

Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
Non posso attendere duemila secoli
per entrare sotto il tuo tetto.

- Se non mi credi - dice la pietra-
rivolgiti alla foglia, dirà la stessa cosa.
Chiedi a una goccia d'acqua, dirà come la foglia.
Chiedi infine a un capello della tua testa.
Scoppio dal ridere, d'una immensa risata
che non so far scoppiare.

Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.

- Non ho porta - dice la pietra.
petra_1
 

postato da: fembis alle ore 20:18 | link | commenti (12)
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Commenti
#1   15 Maggio 2008 - 09:44
 
anch'io a mani vuote dappertutto. figurati la pietra come mi risponderebbe. di buono, nelle mani vuote, è che potrebbero riempirsi. o sporcarsi di pietra.
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#2   10 Giugno 2008 - 19:02
 
Mi sono ricordato, od ho sognato,
Di quando in uno specchio la tua voce
- o ti annusavo? - mi raccontò la pietra.
Riscrivevi (lo scrivere è impossibile)
del vuoto di cui è gravida la pietra.
Ora leccando consapevolezza
come un gelato, "io sono la pietra",
so che dentro son vuoto,
e ne risuono.
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#3   10 Giugno 2008 - 20:34
 
nelle gole delle pietre, sì, c'è un risuono da chiesa. da casa sconosciuta.
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#4   11 Giugno 2008 - 16:47
 
di pieni e vuoti di dentro e fuori
sto meditando stupita
per come ‘sti matematici che parlano di 3-varietà–senza–bordo (cito da “La congettura di Poincaré” di Donal O’Shea) come ad esempio la sfera, che se le incolli (immagina di prendere due sfere e di incollare tutti i punti della superficie di una con tutti i punti della superficie dell’altra: bho?) allora il concetto di interno a una ed esterno all’altra si sfalda (mentre le sfere no! Probabilmente cambiano solo forma: ?? come un guanto che si rovescia, un guanto chiuso però). Pare che l’universo immaginato da Dante fosse una 3-sfera.
Questi qua incollano punti interni con punti esterni, dicono poi che i due punti sono lo stesso punto, quindi interno ed esterno coincidono…

che la pietra abbia una porta nella quarta dimensione?

che il mio esterno sia il tuo interno e viceversa con tutte le combinazioni possibili? I matematici immaginano l’inimmagginabile, come i poeti.

mai la mia casa mi fu così sconosciuta.
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#5   11 Giugno 2008 - 18:41
 
poe diceva che il genio è l'unione di matematica e poesia.

anch'io non so più niente di casa mia. dovrei misurarla, forse.
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#6   12 Giugno 2008 - 06:46
 
Io invece la so.
La mia casa è una nave, e mi presenta
solo il suo lato netto e presentabile:
brulica, l'altro, d'ogni evento ignoto.
Temo di star vedendo il lato B.
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#7   12 Giugno 2008 - 13:56
 
ehm, aic. non lo chiami lato B, a meno che la tua casa non sia un vinile, voglio dire. sarebbe bello, perché scricchiolerebbe.

ma, secondo voi, è vero che una piccola isola è una grande barca? me l'ha detto un signore importante e bello e molto anziano. ed io sono propensa a comperare dei remi e piazzarmi a bordo di una piccola isola e vedere dove mi porta.
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#8   12 Giugno 2008 - 20:35
 
Terra mari cincta

Latona, Letò, è la madre di Apollo e Artemide (Artemide è la dea Orsa, l'Urlatrice, inquietante alma mater di fanciulle elleniche inquiete: è anche l'Artemide efesia dalle molteplici mammelle). Dicevo, Latona giunse gravida a Delo, isola fluttuante, e vi partorì i gemelli divini Apollo e Artemide: dal parto in poi, l'isola non si mosse.

Nel 2006 un'isola mobile di nome Voya Nui è stata lo scenario delle avventure Bionicle scritte da Greg Farshtey per la Lego. A me piace molto la storia di Greg farshtey, scrittoe di fantascienza messo sotto contratto dalla multinazionale danese per raccontare storie interpretate dai suoi giocattoli.

La mia casa, l'ho già detto, si muove. La mia isola, non so.
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#9   13 Giugno 2008 - 09:04
 
aic, dio mio. grazie a te ho scoperto dove dovrei vivere: nell'isola di Bering, dove passa la linea del cambio di data. e tutti questi fantascrittori a scervellarsi sulla macchina del tempo. esiste già: è in un'isola.
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#10   13 Giugno 2008 - 09:40
 
un parto che blocca la tettonica a zolle (che sotto tutto muove) è proprio meraviglioso e vero. Chi più di una madre, una dea madre, può entrare in risonanza con la madre terra e chiederle di fermarsi per accudire i suoi piccoli?
[la mia fanta_scIemenza-bis mi ha portato anche a constatare “solo una tettona poteva vincere la tettonica”, mi perdonerete, spero!!! Per non pensare alla parola “parto” che contraddice il viaggio dinamico e prelude quello statico]

Vedo ami che mi portano verso libri di fantascienza… ma io sono il pesce giusto? Ci sarà un tempo per la mia illuminazione?

e poi: isole e pietre (me lo appunto qui, appunto) e ci aggiungo anche: tempo
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#11   14 Giugno 2008 - 00:10
 
So che nessun uomo è un'isola, tranne l'isola di Man.
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#12   21 Giugno 2008 - 13:13
 
efi, certo che ci sono uomini isola. compresa l'isola di man.
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